Siracusa e il sudest Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019

Siracusa e il sudest Capitale Europea della Cultura per

l’anno 2019

La candidatura di “Siracusa e il Sudest” a Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019 è il punto di inizio di un percorso inedito, volto a programmare e concertare le politiche culturali di un territorio che condivide un patrimonio storico, artistico e naturalistico di rilevanza mondiale così come certificato dal riconoscimento Unesco. Non vuole dunque esserci nessuna presunzione nella decisione di spendersi per questa impresa, se essa viene correttamente concepita, a prescindere dal risultato, come un’occasione storica che un territorio intende cogliere per sfidare innanzitutto se stesso, per darsi lo slancio verso un’intesa culturale che può caratterizzare il Sudest della Sicilia negli anni a venire.
La candidatura ha dunque innanzitutto il senso di una riflessione pragmatica che ci obbliga, immediatamente, a strutturare una rete di rapporti e di iniziative in grado di esaltare quel privilegio storico-culturale di cui siamo beneficiari in quanto gente del Sudest siciliano. Gente di frontiera, di quella frontiera che comprende le terre della provincia di Siracusa, di Catania e di Ragusa, terre meridionali e orientali in Sicilia, terre liminari dell’Europa.
“Siracusa e il Sudest” Capitale Europea della Cultura induce infatti a invertire la gerarchia tradizionale fra centro e periferia. Invita l’Europa a ripensare se stessa a partire dalle sue frontiere, rivolte verso il sud e verso l’est del mondo, a partire dai luoghi in cui giornalmente – come la vicenda degli sbarchi sta a dimostrare – l’Europa incontra l’altro da sé. Con la candidatura di “Siracusa e il Sudest”, la frontiera si fa dunque capitale, la periferia centro, perché è attraverso i margini, attraverso i contorni, che si delineano la figura e l’identità di qualsiasi soggetto, compreso quello europeo.
Puntando sul nostro essere frontiera possiamo, di conseguenza, dare vita ad un serio dibattito pubblico sulle nostre radici, sulle nostre potenzialità, sul nostro essere europei, sul nostro essere “Frontiera d’Oriente” in Sicilia, proiettati verso l’Oriente del mondo, sul nostro essere “Frontiera d’Europa”, quale luogo di scambio, di contaminazione. Luogo privilegiato da cui può essere elaborata, vissuta, rappresentata una precisa idea dell’Europa quale realtà politica e culturale unita nella diversità. A questo proposito, Paul Valery affermava come ogni razza e ogni terra sottoposta a romanizzazione, cristianizzazione e, dal punto di vista spirituale, alla disciplina greca, sia sicuramente europea. “Siracusa e il Sudest” sono dunque sicuramente europei, emblematicamente lo sono ancora di più se alla nostra riflessione aggiungiamo la presenza culturale araba come fattore decisivo di europeità, così come non si stancava di ripetere, tra gli altri, il tedesco Johann Gottfried Herder.
Ma il privilegio della storia è solo un motivo e una responsabilità in più che ispirano questa candidatura, anche perché il titolo non viene assegnato alla città ideale o perfetta, né dal punto di vista storico né, soprattutto, dal punto di vista infrastrutturale, dei servizi, della qualità della vita. Come è scritto nei documenti europei, “una città non viene designata Capitale unicamente per ciò che è e per quanto ha fatto. Ad essa viene assegnato il titolo soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell’anno in questione, che dovrà essere un anno eccezionale”.
La candidatura è quindi in realtà un impegno civico e politico di un intero territorio. L’impegno verso l’eccezionalità, non solo per un anno di manifestazioni, ma per un percorso che, in ogni caso, i cittadini del Sudest della Sicilia possono intraprendere. La candidatura è una chiamata alle armi per tutti coloro che vogliano seriamente fare della nostra cultura un patrimonio unico per le nuove generazioni. Una chiamata alle armi per chi intenda costruire un’offerta culturale eccezionale rafforzando e innovando quegli eventi già di per sé eccezionali che da decenni il Sudest siciliano presenta al resto dell’Europa e del mondo. Una chiamata a cui bisogna rispondere con entusiasmo se, dall’attesa miracolistica di un salto di qualità delle nostre terre, intendiamo passare alla programmazione fattiva di tale svolta. Si lascino da parte tutti i fardelli, le differenze localistiche, i diversi orientamenti politici e gli specifici interessi particolari. Ci si spenda in un’autentica impresa collettiva che, se vissuta davvero insieme, potrà in ogni caso condurci su una via promettente, lanostra via europea.
Alessio Lo Giudice
Assessore del Comune di Siracusa ai Beni e Politiche Culturali, Lavori Pubblici, Politiche Scolastiche, Università e Unesco

Siracusa capitale europea della cultura: presentati numerosi progetti.

SIRACUSA. Una montagna di progetti culturali che coinvolgeranno un vasto territorio, che abbraccia 4 province, per far diventare Siracusa e il Sudest Capitale della cultura del 2019. Il complesso dossier presentato il 20 settembre al ministero per i Beni e le attività culturali è stato illustrato oggi alla città con un incontro che si è tenuto nella salone “Paolo Borsellino” di palazzo Vermexio. A coordinare i lavori, il sindaco Giancarlo Garozzo e l’assessore alle Politiche culturali, Alessio Lo Giudice, assieme all’assessore regionale ai Beni culturali, Mariarita Sgarlata, e al presidente del distretto del Sudest e sindaco di Noto, Corrado Bonfanti.

Proprio l’assessore Sgarlata ha annunciato che è di queste ore la decisione della giunta regionale di sostenere le candidature siciliane per il 2019, considerandole tutte utili a definire la nuova immagine della Sicilia. Una decisione che ha già un primo effetto positivo per Siracusa perché la Regione finanzierà con 700 mila euro i progetti di piste ciclabili.

Il complesso delle iniziative contenute nel dossier, presentate da 19 comuni e una serie di soggetti pubblici e privati, è stimato in 30 milioni di euro. Il tema scelto è “Frontiera d’Oriente” e il parco progetti è stato raggruppato in tre assi: “Frontiere dell’abitare”, per investire sui diritti di cittadinanza e per la rigenerazione urbana; “Frontiere per l’Europa”, per un sistema culturale inclusivo; “Frontiere della cultura”, per valorizzare le contaminazioni e rafforzare il legame tra i territori.

“Siracusa – ha detto il sindaco, Giancarlo Garozzo – ha tutte le caratteristiche per affrontare questa sfida difficile e alta, ma la mia Amministrazione vuole migliorarla ulteriormente e puntare a una superiore qualità della vita. Noi ci crediamo, e in questo senso avvieremo degli interventi, secondo un preciso crono-programma, per scalare posizioni nelle classifiche che ci vedono oggi penalizzati. Immaginiamo una città smart, cioè intelligente e innovativa. Il recente inserimento di Siracusa nel progetto del Cnr, assoluta anteprima in Europa, e l’attenzione dell’Ibm sono la conferma delle mie parole e della potenzialità della città. Affrontiamo la competizione a testa alta – ha concluso il sindaco Garozzo – e con la convinzione di potercela fare”.

In termini concreti, la marcia avvicinamento all’obiettivo finale, ha annunciato l’assessore alle Politiche culturali, Alessio Lo Giudice, vivrà nei prossimi giorni due appuntamenti: la partecipazione alla Settimana dell’Unesco che si terrà dal 18 al 24 novembre; e l’audizione che l’Anci nazionale ha organizzato con i comuni candidati per far finanziare le diverse iniziative culturali con i fondi europei della programmazione 2014-2020.

“Stiamo vivendo un’esperienza esaltante – ha detto l’assessore Lo Giudice – che a prescindere dell’esito finale ci ha già consentito di riunire un intero territorio in termini di progetti e di ricerca di elementi comuni. Il tema scelto, ‘Frontiera d’Oriente’, ci pone inoltre in un contesto internazionale. Vogliamo dire all’Europa che per un anno la frontiera diventa centralità per provocare un dibattito sulle nostra radici e per affrontare la questione del rapporto con gli altri popoli in termini di opportunità e non di criticità, perché la diversità non è un problema ma è ricchezza. Intanto – ha concluso l’assessore Lo Giudice – Siracusa sta diventando attrattiva per iniziative culturali che solitamente si tengono altrove e che gli organizzatori vogliono portare a Siracusa”.

http://www.siracusasudest2019.eu/it/index.html

About giocriscione

GIOVANNI CRISCIONE Mediatore e Agente d’affari dal 1997, albo dei Periti esperti della C.C.I.A.A. e consulente tecnico del Tribunale di Siracusa. Dal 2007 responsabile provinciale Fimaa - Federazione italiana mediatori Agenti d’Affari di Siracusa