La ferrovia degli Iblei | Il treno dei desideri
22 aprile 2014 in ORTIGIA ISLAND Real Estate | BLOG – [Modifica]
La ferrovia degli iblei – Società Anonima Ferrovie Secondarie della Sicilia (SAFS)
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La sede ferroviaria, ad eccezione dei tratti prossimi alle città di Siracusa e Ragusa, è visibile per lunghi tratti e, in particolare, nell’area della Riserva Naturale della Val d’Anapo, è già percorribile come sentiero sterrato. In questo tratto vi è un progetto di conversione in pista ciclabile. Generalmente abbandonate e spesso fatiscenti i fabbricati di servizio.
Il treno dei desideri -La ferrovia degli Iblei
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“Il treno dei desideri, dei miei pensieri all’incontrario va” cantava un tempo Celentano, senza sapere che anche a Ragusa, molte ferrovie fa, esisteva un treno simile anche se sarebbe stato più giusto definirlo “trenino” tanto era somigliante all’analogo giocattolo dal movimento elettrico che si poteva ammirare nel variopinto negozio di un commerciante ragusano, tale Sig. Francesco Battaglia Ciulla, meglio conosciuto con il nomignolo di ‘Ciccio Pecora’. Per curiosa corrispondenza, il treno dei desideri ibleo diventò per tutti il treno di “Ciccio Pecora” e con questo simpatico appellativo è stato preservato nella memoria di intere generazioni divenendo così una figura familiare e cara così come era accaduto ai nostri antenati tra la fine del XIX secolo e la prima metà del secolo scorso.
La storia del treno di Ciccio Pecora incrocia quella della SAFS (Società Anonima per le Ferrovie Secondarie della Sicilia) costituita nel 1911 a Roma con lo scopo di gestire le fasi di costruzione della linea ferroviaria iblea (una delle due sole ferrovie in concessione alla Sicilia, l’altra era la ferrovia circumetnea) il cui primo tronco, da Siracusa a Solarino (a cui fu, in seguito, aggiunta la tratta di Giarratana), venne inaugurato nel 1915 con le prime locomotive a vapore mentre si dovette attendere il 1923 per vedere attivato al servizio pubblico l’ultimo tratto, quello fino a Vizzini.
Poco altro di rilevante si sa riguardo le evoluzioni di questa attività economica collaterale che contribuì a produrre ricchezza nell’area degli Iblei (a questo proposito, merita di essere segnalato il libro di Giuseppe Cultrera “L’industria della neve-Neviere degli Iblei”) fino all’immediato dopoguerra quando, a causa della diminuzione del traffico merci, conseguente alla crisi scoppiata negli anni ’40,vennero chiusi i tratti ferroviari da bivio Giarratana, a Ragusa, a Vizzini per una lunghezza totale di più di 27,42 km. |